STUDIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE
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le fasi della mediazione familiare

Analizzare i motivi del conflitto vissuto dalla coppia, sviluppare coscienza di sé nella relazione con l’altro e degli effetti del proprio comportamento sul partner e sui figli permettono di costruire il “divorzio psichico” e di affrontare consapevolmente la separazione con aderenza alla realtà che si svolge, per riuscire a condividere efficacemente la funzione genitoriale, soprattutto nell'interesse dei figli minori. Per divorzio psichico s'intende il compito che la coppia che si separa è chiamata ad attuare a livello della relazione coniugale ed implica l'elaborazione e la comprensione del fallimento del legame; superando rancori e sensi di colpa per conquistare la serenità necessaria a rilanciare la propria vita amorosa con un altro partner.
Osserveremo le diverse fasi di questa costruzione, che passa attraverso momenti spesso complessi e difficili, che il mediatore deve gestire per approdare ad un adeguato risultato, sia in termini relazionali, sia in termini negoziali.

Il primo momento impegna il mediatore nel tentativo di definire il problema che vive la coppia, di fare emergere le condizioni che mantengono l’alta conflittualità e di considerare le aspettative di entrambi i coniugi, spesso sostanzialmente diverse tra loro, rispetto all’esito della separazione e riguardo al percorso di mediazione. In questa fase vengono discussi e valutati lo stile relazionale della coppia, i ruoli e le regole su cui è impostata la famiglia e il tipo di relazioni/influenze delle famiglie di origine. Inoltre sono analizzati gli elementi di relazione che costituiscono e accompagnano il momento specifico della separazione.

Il secondo momento si occupa principalmente dalla raccolta delle informazioni sulla storia di vita della coppia e della famiglia, oltre che di eventi significativi per uno o per entrambi, paure, contraddizioni sentite e vissute nell’arco della convivenza da entrambi gli ex coniugi. Questa fase centrale è quella definita di “pre-mediazione”, nella quale si introduce nello stile relazionale della coppia il cambiamento al modello familiare e si prepara il “negoziato”.

Il terzo momento si concentra al fine di raggiungere l’accordo e stila l’atto negoziale o progetto di intenti, che comporta la formulazione di idee per il proseguimento della relazione “genitoriale” e considera le possibili conseguenze per i componenti della famiglia nella nuova “mappa” delle relazioni. Ci si avvia alla conclusione del rapporto coniugale o di convivenza della coppia di genitori, nella piena consapevolezza che il rapporto genitoriale, eterno, è indissolubilmente compenetrato dal rapporto dei due genitori nella sua gestione, prevalentemente quando i figli sono minori e dipendenti interamente dal destino imbastito dal rapporto con e tra i due genitori.

Il quarto momento è la chiusura della mediazione, che avvia gli ex coniugi al proseguimento del cammino in modo autonomo, mantenendo però, come punti fermi i risultati del percorso realizzato e nella piena consapevolezza che il destino dei propri figli sarà fortemente influenzato dalla loro capacità di confrontarsi, comunicare e soprattutto superare le fisiologiche crisi che la vita propone nello scandire del tempo.

Dr. Cosimo Aruta
Psicologo - mediatore familiare
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12147

     

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