STUDIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE
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il fallimento del matrimonio

Perché in un matrimonio il conflitto è più comune dell'armonia?

Soprattutto perché quando una persona si sente inferiore all'altra il suo cuore si riempie di risentimento. La filosofia patriarcale è una gerarchia piramidale di potere. Chi sta al vertice (il padre) ha il potere assoluto, gli appartenenti a categorie intermedie ne hanno meno (madre) e chi occupa la categoria successiva, alla base della piramide (figli), non ne ha per nulla, o quasi. Nella Roma antica il padre esercitava il diritto di morte sulla moglie e sui figli. Sono passati secoli, la situazione è mutata sostanzialmente, tuttavia la giurisprudenza ha considerato le donne cittadine subordinate agli uomini fino a pochi decenni fa (Es. suffragio universale, effettivo e stabile in Europa solo dal 1946). Anche se le cose sono cambiate, l'ineguaglianza tra i sessi si insinua tra le coppie come una nebbia sottile. Il non sentirsi uguali, deteriora l'armonia nella relazione coniugale, chi si sente inferiore si carica di risentimento verso colui o colei (esistono anche situazioni invertite) si sente superiore. Questo fenomeno si presenta soprattutto in culture come la nostra, dove la coscienza dell'IO è molto sviluppata. Quando una parte deve subire un potere che non accetta, con umiliazione, il sentimento di amore iniziale evolve in odio. Nelle famiglie dove è presente l'eco della passata cultura patriarcale, le donne sono soggette ad una doppia regola morale che nega a loro il diritto ad una vita sessuale piena e appagante e, contemporaneamente, lascia l'uomo libero di soddisfare i suoi desideri. In un passato prossimo, soprattutto nella società borghese, la castità della femmina rappresentava un valore economico ragguardevole nel mercato del matrimonio, dove i genitori si avocavano il ruolo di negoziatori. Un secondo eco del passato rappresenta la gestione del patrimonio o/e delle entrate della famiglia, esercitato mediante il controllo della proprietà da parte del maschio. L'opposizione della compagna si manifesta frequentemente con il rifiuto della sessualità, con il pretesto di una indisposizione più o meno temporanea; l'uomo, come reazione, ricerca il piacere sessuale al di fuori del matrimonio. Dopo la rivoluzione degli anni 60', la doppia norma morale è andata via via affievolendosi, soprattutto tra le persone più evolute intellettualmente, ma questo cambiamento non ha attenuato il conflitto all'interno della coppia. Il problema è rappresentato dalla ricerca del potere. Fino a quando il potere entrerà nei rapporti personali, ci sarà conflitto. Nonostante ancora oggi sia favorito il sistema patriarcale, non sempre l'uomo è avvantaggiato nella lotta di potere tra coniugi. Nella realtà i conflitti familiari sono risolti frequentemente in favore di chi ha l'Io più forte ed il senso di sé più sviluppato. Per tentare di salvare l'unione matrimoniale è necessario invertire la tendenza sul piano valoriale e passare, da una lotta di potere, ad una spinta propulsiva verso il sentire della coppia. Il sistema famiglia dovrà armonizzarsi cercando al proprio interno gli elementi elastici, circolari del rapporto, nella direzione del sentire, delle sensazioni, della natura, della comunità/famiglia. Al contrario, l'aspetto legato all'essere e rappresentato dalla razionalità, dall'individualità e dalla cultura dominante, non si accorda con una società moderna che, sebbene neonata, osserva la metamorfosi della famiglia cavalcare l'onda emotiva dell'amore. Questa fase di transizione, da una cultura patriarcale a quella dell'uguaglianza nel rispetto delle differenze, necessita una buona porzione di saggezza, indispensabile per non smarrire la strada nel viaggio della vita insieme.

Dr. Cosimo Aruta
Psicologo - mediatore familiare
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12147

     

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