STUDIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE
la mediazione familiare è   -   la mediazione familiare è dedicata a

quanto dura - le sue regole - il mediatore - consulenza familiare - lo studio a milano - psicologia 

mediazione familiare
 
  che cosa è la mf
  è dedicata a
  quanto dura
  le sue regole
  il mediatore
  disagio dei figli
  gli effetti della separazione  
  conseguenze sui minori  
  la devianza  
  la funzione del mediatore  
  consulenza familiare
  lo studio
  chi siamo
  contatti
 
 
 

home>il disagio dei figli>  le conseguenze sui minori

le conseguenze sui minori

Il mediatore dovrà creare le condizioni favorevoli e l'atmosfera di ascolto adeguata, affinché nel corso della mediazione familiare siano manifestati i soggettivi angoli di visione dei sistemi di valori di ognuno e della coppia, rispetto gli aspetti considerati negativi.
Il mediatore dovrà prendere posizione attraverso gli elementi emersi in mediazione, rispetto ai riferimenti di valore che entrambi i genitori hanno assunto nella scelta di condividere un percorso familiare per arricchire, gestire e valorizzare la reciproca responsabilità genitoriale.

Esiste una sintomatologia propria e possibile dei fanciulli in relazione alla loro età nel contesto separativo dei genitori.

Dal 1° al 2° anno di vita: rilevata difficoltà ad addormentarsi; disorientamento; difficoltà in campo linguistico; scarso interesse per i giocattoli.

Dal 2° al 3° anno di vita: regressione nell’educazione al controllo delle funzioni psicologiche (percezione, emozione, motivazione, memoria, apprendimento, pensiero e linguaggio); attraverso cui il bambino interagisce con l'ambiente ed elabora rappresentazioni dell'ambiente e di se stesso. Ricorso ad oggetti di sostituzione, implementazione delle figure, oggetti, irritabilità facile, timidezza, pianto, particolare bisogno di contatto, ostinazione e aggressività.

Dal 3° al 5° anno di vita: comportamenti aggressivi e paura dell’aggressione, atteggiamenti di paura, diminuzione dell’autostima. Scarsa fiducia nel prossimo con comportamenti introspettivi. Le reazioni si distinguono a seconda del sesso.
Per i maschi: deficit nello sviluppo sociale, incapacità di concentrazione.
Per le femmine si verifica una interiorizzazione dei problemi, tendenza ad isolarsi assumendo comportamenti pseudo-adulti, reazioni presuntuose.

Dal 5° al 6° anno di vita: aggressività, ansia, irritabilità, attacchi di rabbia, fobie, comportamenti dipendenti, sensi di colpa per la separazione dei genitori, premesse per la verbalizzazione partecipe del disagio.

Dal 7° al 8° anno di vita: le reazioni sviluppano una netta differenziazione, tristezza seguita dalla rassegnazione, il disfacimento della famiglia viene vissuta come vera e propria minaccia alla propria realizzabilità; i sensi di colpa diminuiscono, il conflitto edipico trova ritardate realizzazioni, depressione generale che conduce a isolamento e pianto, conflitti di lealtà per i genitori con rabbia e critica verso il genitore che è accusato di aver causato la separazione.

Dal 9° al 13° anno di vita: sindromi psicosomatiche e forme depressive dovute a un’eccessiva responsabilizzazione (pseudo-maturità – responsabilizzazione destrutturata), paura di essere lasciati soli che si traduce in vergogna sociale, problemi di identità in senso sociale, problemi di autostima con evidenti riflessi nell’ambito del rendimento scolastico. La paura di un destino incerto caratterizza un senso generale di solitudine.

Dal 13° al 19° anno di vita: reazioni più plateali e violente, rabbia, dolore, frustrazione per una sensazione di inganno, vergogna sociale, difficoltà a condividere le ragioni del conflitto, timore di un futuro incerto, capacità di inquadramento iper-realistico della separazione. Sono possibili anche relazioni diametralmente opposte; dubbi sulla propria capacità di avere rapporti sereni con un partner, dubbi di ordine generale verso il proprio partner, contatti distruttivi, forme di trascuratezza voluta sia nell’aspetto esteriore che nell’impegno scolastico.


Dr. Cosimo Aruta
Psicologo - mediatore familiare
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12147

     

che cosa è - è dedicata a - quanto dura - le sue regole - il disagio dei figli - il mediatore familiare

P. Iva 11664040158 Studio M.F. Via San Vincenzo 3 - 20123 Milano - tel. 02 58105826 - cell. 347 2593935 -  e-mail: info@mfm.it   

I documenti contenuti in questo sito sono solo a livello informativo e non vanno intesi come sostituti di una visita specialistica
Aut. Pubbl. Ordine degli Psicologi della Lombardia. rif. nr. 08/10756