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che cosa è la mediazione familiare, concretamente?
Il Mediatore Familiare, concretamente, deve avere al centro
della propria etica professionale il preciso obiettivo di
attuare una restituzione, ai coniugi in mediazione, circa
l’insieme dei loro riferimenti personali, patrimoniali e
valoriali, liberati dalla conflittualità presente e
indirizzati
verso un accordo futuro per effetto della libera e consapevole
capacità di negoziare delle parti. Questo tipo di capacità
negoziale dovrà evolversi nel cuore dei genitori nella piena e
condivisa consapevolezza che l'equilibrio di ogni decisione
dipende, sostanzialmente, dalla loro capacità di continuare ad
amare i loro figli. Questa concezione della transazione, dove
molti interessi sono in gioco, richiede un livello di quiete tra
papà e mamma, indispensabile per poter imparare a trovare
insieme accordi durevoli e condividere serenamente la
genitorialità.
MEDIARE E’:
Attivare un
processo per fasi o stadi (ben individuabili) in cui il
mediatore controlla la regolarità del processo, mentre la coppia
ne determina i contenuti.
Per trarre dei riferimenti di etica e di valore professionale, comuni alle
specifiche deontologie professionali coinvolte nella formazione
del singolo mediatore familiare, è possibile orientarsi secondo
i seguenti principi metodologici:
- COMUNICAZIONE. La mediazione familiare può attivarsi e
procedere solo con il principale obiettivo di rimuovere le
difficoltà di comunicazione delle parti durante la
loro esposizione delle ragioni del conflitto e, comunque,
durante tutte le fasi di mediazione.
- FUTURO. La mediazione familiare deve indurre la percezione
delle priorità negoziali verso il futuro, superando i contesti
di rivendicazione propri del passato delle parti,
aprendo prospettive per favorire l'implemento della capacità
delle parti di trovare, insieme, possibili soluzioni in relazione
ad ogni singolo problema.
- NECESSITA’ PSICO-EMOTIVE.
La mediazione familiare deve
aiutare i genitori a tenere in giusto conto le necessità psico-emotive di ciascuno
di loro, dei figli e, soprattutto, della possibilità di
investire sulla disponibilità dell’altro come co-genitore,
nell’interesse dei figli. I genitori avranno, nel
corso della mediazione, l'opportunità di darsi
reciprocamente atto che i possibili effetti negativi,
derivanti dai dissapori passati tra loro, non dovranno mai
colpire i bambini. Questa è una preziosa alleanza che
dovrebbe accompagnare gli ex coniugi per tutta la vita.
- PREVENZIONE. la mediazione familiare deve tendere a
costruire uno schema orientativo di riferimento per la soluzione
delle controversie anche future; di qui la necessità di
riconoscere, secondo criteri di cognitivismo valoriale, il
fondamento etico della genitorialità. Il mediatore familiare ha
una enorme responsabilità e solo se saprà raggiungere il
cuore dei genitori potrà soddisfare interamente la sua
funzione preventiva. Per questo obiettivo, che rappresenta
il valore più importante della mediazione, il mediatore
familiare deve riuscire a sentir suonare dentro di se la
sofferenza di fanciulli, non in senso lato, nel concreto:
situazione per situazione, mediazione per mediazione.
Dr. Cosimo Aruta
Psicologo - mediatore familiare Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12147
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